Locationgate: le dichiarazioni ufficiali di Apple

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È sempre lei: Ina Fried a raccogliere per prima i pareri delle tre persone più importanti alla guida di Apple sul caso Locationgate. A parlare con la Fried sono: Steve Jobs, Phil Schiller e Scott Forstall; rispettivamente: CEO, Senior Vice Presidente e Vice Presidente della sezione software di Apple. Le loro motivazioni, a riguardo, sul caso Locationgate sono chiare: “non stiamo spiando nessuno, i dati ci servono per creare un’enorme banca dati della rete; i dati raccolti sono del tutto anonimi e ognuno è libero di disabilitare tale funzione, quando vuole.” Ma noi ne siamo così sicuri?!?

L’intervista è avvenuta in audio-conferenza fra una delle blogger più famose degli States, Ina Fried, e i 3 Big Boss di Apple: Steve Jobs, Phil Schiller e Scott Forstall.

Lo scambio di battute è abbastanza lungo, non voglio copiarlo e incollarlo spudoratamente su questa pagina, anzi, voglio cercare di estrarre le parti che considero più importanti e commentarle:

Ina Fried: “…Come fa Apple a mantenere un equilibrio tra funzioni di localizzazione e rispetto della privacy?”

Steve Jobs: “Credo che noi di Apple facciamo due cose. La prima è ottenere il consenso dell’utente: informandolo quando stiamo utilizzando la localizzazione e quando no. Questo è quello che facciamo, è molto semplice. Non abbiamo mai tracciato nessuno e il file che si trova sui dispositivi, come abbiamo già spiegato, è un file che mantiene le informazioni in modo del tutto anonimo e che noi raccogliamo da decine di milioni di iPhone sparsi per il mondo.

Costruiamo un database di punti WiFi e torri cellulari, ma queste possono essere anche a 200 km di distanza dall’effettiva posizione dell’utente. Questi dati non ci dicono nulla sulla posizione dell’utente e questo è quello che la gente ha visto sul telefono e sulla propria localizzazione utilizzando il file incriminato.”

Quindi, da questa dichiarazione, abbiamo la conferma che Apple scarica e colleziona tutto il contenuto del file “Consolidate.db” sui propri server da tutti gli iPhone del mondo! Bella rassicurazione Steve! Io che pensavo che rimanessero in locale…

Ina Fried: “C’è qualcosa che avete imparato dall’ultima settimana?”

Forstall: “Una cosa che, penso, abbiamo imparato è che la cache, la quale abbiamo nel sistema di localizzazione, relativa a tutti i calcoli sulla posizione del telefono, deve essere tenuta separata in qualche modo. In un mondo ideale potremmo immaginare che l’intero database che conserva tali dati rimanga memorizzato sull’iPhone e non arrivi mai ad alcun server che effettui calcoli e crei questa cache. Quello che facciamo noi è una sorta di sottoinsieme di quanto detto sopra. dato che dobbiamo conservare la cache sui dati di localizzazione, abbiamo scelto che la grandezza del file non deve superare i 2Mb, che è meno di un brano musicale, ma evidentemente in questo spazio è possibile contenere dati per lunghi periodi di tempo. Avevamo anche pensato alla protezione del sistema, proteggendo la root che è stata tenuta separata da qualsiasi altra applicazione, ma se qualcuno effettua un hack del telefono, si può arrivare ad ogni tipo di dato.
Ma tutti i dati sono anonimi ed è impossibile risalire all’identità di una persona. Ma evidentemente dobbiamo stare ancora più attenti a come i file vengono protetti all’interno del telefono.”

E bravo Forstall, dovete stare più attenti a questi dati, anzi direi che potete lasciare lì di salvarli sui vostri database. Con questa affermazione si chiarisce il limite di archiviazione dati sul file “Consolidate.db“; molti hanno pensato che il file memorizzi dati all’infinito e altri invece no. Ora sappiamo che memorizza dati sino a 2MB!

Alla prossima affermazione non scrivo la domanda che, tanto, è implicita nella risposta:

Jobs: “Se la gente non vuole partecipare a queste indagini, allora è sufficiente disattivare i servizi di localizzazione su iOS. Una volta che la localizzazione è stata disattivata, non potremo raccogliere alcun tipo di informazione anonima, né conoscere la posizione del telefono.”

Non trovo tale affermazione corretta: se io compro uno smartphone con sistema A-GPS (uno dei migliori, fra l’altro, nda) pretendo di usarlo quando mi pare. Che sia per il navigatore, che sia per geo-taggare le immagini, che sia per il meteo, che sia per quello che voglio! Ma questo non deve implicare che Apple memorizzi i miei spostamenti!!

Bisogna ben distinguere le due cose caro Jobs!

Fonte: [via] – [via]

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