MPAA: la ricerca sul p2p del 2005?? Falsa.

closeQuesto articolo è stato pubblicato 9 anni 9 mesi 27 giorni fa! Nel mondo HiTech tutto questo tempo equivale ad ere geologiche. Per tanto ricorda che la notizia può essere passata, smentita o annullata!! Quindi effettua altre ricerche nel sito prima di raccontarlo ai tuoi amici!! Potresti fare una figuraccia...

Associated Press ha rilasciato una nota stampa in cui afferma che i dati di una ricerca commissionata nel 2005 dalla Motion Picture Association of America (MPAA), in cui si sosteneva che il 44% delle perdite negli USA era causata dall’uso indiscriminato del p2p nell’università, erano tutti falsi.

Negli anni successivi a quello studio (effettuato dalla società LEK, ndr) la MPAA si è battuta in modo aggressivo per evitare che nei college americani si facesse così largo uso del file sharing senza alcun controllo.

Ora però si scopre che i dati utilizzati dalla major americana per far leva, in modo che venissero create leggi ad-hoc per arginare il (finto) problema, sono tutti fasulli.

Dalla nota stampa si legge come il risultato non sia il 44% di perdite derivanti dal p2p nell’università ma sia solamente un più misero 15%.

La MPAA, che rappresenta le major degli USA, ha semplicemente affermato che si tratta di un banale errore umano. Se di errore umano si tratta ci chiediamo come mai se ne siano accorti solamente ora, dopo 2 anni??

La ricerca condotta da LEK nel 2005 aveva concluso che le major a causa dello scambio illegale di materiale protetto da copyright perdevano, all’anno, qualcosa come 6.1 miliardi di dollari in tutto il mondo.

Il punto critico della storia è che la MPAA, grazie a quella famosa ricerca, è riuscita a far introdurre nei college americani potenti DRM in modo da evitare il propagarsi di file illegali e protetti da copyright.

Ovviamente tutto il mondo internet ora insorge contro la MPAA che ha preso per tutti in giro con una ricerca non chiara e con dati fasulli, solamente per “tirare acqua al suo mulino”.

Molti addirittura hanno affermato che le perdite derivate dal p2p illegale siano ferme al 3% del totale (e non al 44% 15% come affermato, ndr).

Link di approfondimento: Punto-Informatico.

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