Apple, Microsoft e Congresso USA per una nuova legge bavaglio di internet!

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È di questi giorni la notizia che il Congresso USA sta’ vagliando due nuove leggi in grado di bloccare determinati siti e indirizzi IP qualora andassero contro ai principi fondanti di tale testi. A supportare questa “censorship bill” ci sono pure due big del calibro di Apple e Microsoft; per fortuna che Google e Facebook non ci stanno e se ne sono lamentati. Vediamo come queste leggi dovrebbero funzionare e che ripercussioni avrebbero nel mondo internet (compresa l’Italia!).

Le leggi in questione sono state denominate: Stop Online Piracy Act (SOPA) e del Protect IP Act. La prima, SOPA, si riferisce alla infinita lotta alla pirateria multimediale di audio e video online; e la seconda, sempre collegata, permetterebbe di prevenire reali minacce online alla creatività economica e furto della proprietà intellettuale.

Ma cosa implicano queste due nuove leggi?? La Protect IP Act è stata momentaneamente sospesa a tempo indeterminato; quindi per ora nessuna complicazione.

Mentre la SOPA è attualmente alla Camera USA per il primo passaggio dell’iter. Tale legge obbligherebbe i siti fornitori di servizi di pagamento online, tipo PayPal o VISA, di bloccare qualsiasi transazione a siti che violino i regolamenti di essa. Che siano siti hostati su server USA o nel resto del mondo (quindi anche in Italia, nda).

Ovviamente dando poteri di bloccare siti web tramite filtri ai DNS oppure collegarsi direttamente agli ISP per agire alla fonte dei collegamenti.

Molti lamentano i non ben chiari requisiti che un sito dovrebbe avere per andare incontro a tale provvedimento e quindi essere sanzionato con il blocco dei pagamenti e del proprio sito.

A supportare tale legge ci sono molti BIG tutti facenti capo alla Business Software Alliance (BSA) capitanata da Microsoft e a seguire Apple, Dell, Adobe. I quali in una nota stampa hanno dato supporto ai politici che hanno redatto il testo della legge.

Contro la SOPA abbiamo, invece, BIG del web come: Facebook, Google, eBay, Twitter e Yahoo!. Anche loro hanno espresso il loro parere sfavorevole in un comunicato.

Purtroppo tali leggi potrebbero avere grosse ripercussioni anche su siti italiani hostati su server USA. Dato che le aziende specializzate USA in hosting sono molto spesso le più vantaggiose e molti webmaster italiani potrebbero avere notevoli problemi o noie legali.

Vi starete sicuramente chiedendo quali problemi dovrebbe avere un sito se non presenta contenuti pirata?? Bè purtroppo queste leggi non sono molto permissive e molte volte ci prendono di mezzo siti che con la pirateria non hanno niente a che fare.

Basta, per esempio, utilizzare qualche secondo di mp3 di una canzone famosa, magari per fare da sfondo ad un articolo o video, per ricadere nella violazione dei diritti d’autore. Una prova ne è tutti i giorni YouTube, avrete visto decine di siti con blocchi per causa di violazione copyright dell’audio per un video che magari vedranno in 10 persone!!

Insomma ho sperimentato di persona queste leggi (la Millenium Act per essere precisi) e non sono per niente permissive. Solo per aver riportato uno screenshoot di una pagina PayPal, su un articolo che spiegava i dettagli di alcuni attacchi di phishing e come difendersi, mi hanno accusato di violazione di tale legge di copyright e di truffa con possibile blocco del sito e denuncia!!! Non si accontentavano che io togliessi l’immagine, per altro in un contesto palesemente didattico che aiutava la lotta alle truffe contro i loro clienti, ma volevano la chiusura del sito. Alla fine ho dovuto cambiare hosting, con down del sito per due settimane!! Bella fregatura!!

Fonte: [via]

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